Villarbasse e le vigne. Due righe di storia.

19/02/2026 | News

Di Valentina Peracino

La domanda puntuale che mi viene fatta da chi arriva in cantina è “ma dove sono le vigne?” Quasi come se il nostro paese non avesse mai avuto viticoltura e invece…

Emanuele Filiberto trasferì la capitale del ducato di Savoia da Chambery a Torino nel 1563. Era un esperto di vini e un buon bevitore e le cronache raccontano che si fermò a soggiornare a  Rivoli  e volesse alla sua tavola “il buon vino di Villarbasse”.

In effetti già nel 1266 a Rivoli tra le produzioni agricole viene menzionata la produzione di “nibiol” facendo diventare la nostra collina la mamma del nebbiolo.

Nella metà dell’ottocento lo storico Casalis fu incaricato da Carlo Alberto di compilare un dizionario geografico di tutti i paesi del Regno. Villarbasse fu descritta come abitata da vigorosi agricoltori che producevano vino, castagne e legname.

Gli anziani di Villarbasse ricordano ancora quando il paese era circondato da vigne, tanto da avere una Regione Vigne.

Poi cambiarono le abitudini, arrivò l’industria e piano piano le vigne sono state sostituite da villette.

Alcune però resistono, sulla cima della collina, al di sopra dei boschetti, nei quali si possono ancora trovare frammenti di cemento blu-azzurro testimonianza delle vasche in cui si preparava il verderame.

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